Spalletti: "Non mi sento responsabile del mancato Mondiale"
L'attuale allenatore della Juventus e ex ct azzurro ha fatto la sua analisi sul momento del calcio italiano
Luciano Spalletti è il ct con il quale l'Italia ha iniziato il percorso di qualificazione al Mondiale, l'attuale allenatore della Juventus ha lasciato dopo il ko in Norvegia, anche se nei giorni successivi ha guidato gli Azzurri in occasione della sfida alla Moldova. Spalletti ha analizzato il momento del calcio italiano:
"Se fossimo andati in America non avrei avuto alcun merito, ma, allo stesso tempo, ora che non ci andremo non mi sento responsabile: ho sofferto davanti alla tv, ho detto ai ragazzi che non potranno partecipare al Mondiale di vivere la loro sofferenza, di tenerla dentro, ma di metterla da parte ora che bisogna voltare pagina. Chi non sente dolore e non soffre non cresce. Anche io ho partecipato questo dispiacere. Sono cose che si assorbono per forza, ma è chiaro che ora bisogna andare avanti lasciando da parte quello che è successo in nazionale. Ho parlato con tutti, anche con quelli che invece hanno ottenuto la qualificazione ai mondiali. Vorrei concludere con i complimenti a Baldini che invece sta facendo bene in Under 21, per cui c'è anche qualche spiraglio positivo".
Sottolinea Spalletti: "Io conosco tutti e so quanto amore e quanta passione hanno messo. Io sono dispiaciuto per quello che è successo, però mi fa piacere aggiungere che adesso questo è bene fare delle riflessioni corrette in un momento in cui tutti danno consigli di ogni genere. Ora bisogna programmare in maniera corretta e giusta, magari domani penseremo di fare risultati per la nostra squadra e lasceremo la nazionale da parte. Dovremmo chiederci se ci interessa davvero valorizzare i talenti. Ormai in Italia ci sono molte proprietà straniere e ci fa piacere, però bisognerebbe chiedere se hanno a cuore di valorizzare i talenti italiani. È corretto andare a vedere di prendere il meglio da altre nazioni. Bisognerà decidere bene e fare una programmazione corretta. Io penso sempre che ci siano ancora tante mamme come quella di Baggio, Totti, Del Piero e Cannavaro e bisognerà saper usare il talento che porteranno altre mamme".