Paolo Maldini presidente Club Italia e dt: la Leggenda
Tutti i numeri del nuovo dirigente azzurro: una carriera inimitabile, una leggenda insuperabile
Paolo Maldini è il Calcio Italiano. Un Campione che è rimasto fedele alle sue due squadre che lo hanno visto protagonista in campo: il Milan e l'Italia. Amato da tutte le tifoserie, senza distinzione di colori, oltre un decennio dopo la fine della carriera agonistica rappresenta un'epoca irripetibile per il movimento azzurro.
Torna dunque nella Nazionale che lo ha visto esordire da giovanissimo, nel lontano 1988 e raggiungere primati e traguardi straordinari. Gli è mancata solo una vittoria azzurra, ma è andato vicinissimo al trionfo Mondiale nel 1994 e nel 2000 ha sfiorato la conquista dell'Europeo. I suoi record sono ineguagliabili e incancellabili. Proviamo dunque a fare un breve riassunto della sua straordinaria carriera da calciatore.
UNA CARRIERA DA RECORD: INIMITABILE
È stato vicecampione del mondo nel 1994 e vicecampione d'Europa nel 2000 con la nazionale italiana.
Sportivo di caratura mondiale, è considerato uno dei migliori giocatori della storia del calcio, nonché uno dei migliori difensori di tutti i tempi. Nel corso della sua carriera, durata venticinque anni, ha vestito soltanto la maglia del Milan, del quale è assurto a ruolo di «bandiera» e con cui ha vinto 26 trofei, risultato che ne fa il giocatore più titolato nella storia del club: 7 scudetti, una Coppa Italia, 5 Supercoppe italiane, 5 Coppe dei Campioni/UEFA Champions League (con il record di 8 finali giocate, condiviso con Francisco Gento, e l’unico a vincere tale premio in 3 decenni differenti), 5 Supercoppe UEFA (record condiviso con Toni Kroos, Luka Modrić e Daniel Carvajal), 2 Coppe Intercontinentali e una Coppa del mondo per club FIFA. Insieme ai compagni di reparto Mauro Tassotti, Franco Baresi e Alessandro Costacurta, ha composto una delle migliori linee difensive della storia del calcio, consentendo al Milan di stabilire il record assoluto di partite consecutive senza sconfitta (58) nei cinque principali campionati europei (dal 26 maggio 1991 al 14 marzo 1993; un anno, 9 mesi e 16 giorni).
Dal 1988 al 2002 ha militato nella nazionale italiana, della quale è stato capitano per otto anni, prendendo parte a quattro campionati mondiali (Italia 1990, Stati Uniti 1994, Francia 1998, Corea del Sud-Giappone 2002) e tre campionati d'Europa (Germania Ovest 1988, Inghilterra 1996, Belgio-Paesi Bassi 2000). Con la maglia azzurra ha detenuto i record di presenze totali (126)[12] e da capitano (74), poi battuti da Fabio Cannavaro rispettivamente nel 2009 e nel 2010.
Dal 2005 al 2020 è stato il calciatore con più presenze nella storia della Serie A (647), prima di essere scavalcato da Gianluigi Buffon, ed è quarto (primo tra gli italiani) per numero di presenze nelle competizioni UEFA per club (174), dietro a Cristiano Ronaldo (197), Pepe Reina (190) e Iker Casillas (188). Inoltre è il giocatore con più presenze con la maglia del Milan (902), risultando essere il secondo giocatore con più presenze nello stesso club nella storia del calcio dopo Ryan Giggs (963).
Terzo classificato nella corsa al Pallone d'oro nel 1994 e nel 2003, è il terzo calciatore nella storia, insieme a Karim Benzema, per numero di candidature al Pallone d’oro (13), dietro solo a Lionel Messi (16) e Cristiano Ronaldo (18), e l’unico della top 5 per candidature a non essersi mai aggiudicato il premio (essendoci al quarto e al quinto posto Johan Cruijff e Franz Beckenbauer a quota 12 candidature).
Nel 2002 è stato incluso nel FIFA World Cup Dream Team, selezione formata dai migliori undici giocatori della storia del campionato mondiale di calcio, e nel 2004 nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori redatta in occasione del centenario della FIFA; è stato inserito nella formazione ideale di ognuno dei tre campionati d'Europa disputati, oltre che nella "squadra ideale del decennio" dal Sun nel 2009, nella Hall of Fame del calcio italiano nel 2012 e nel miglior undici di tutti i tempi da World Soccer nel 2013. Nel 2020 viene inserito nel Dream Team del Pallone d'oro come miglior terzino sinistro della storia del calcio. Rientra inoltre nella ristretta cerchia dei calciatori con almeno 1000 presenze in carriera (1041, al 29º posto) ed è l'unico italiano insieme a Gianluigi Buffon (al 7º posto) a farne parte.
AZZURRO LEGENDA
Il 7 ottobre 2000, giorno della prima vittoria del CT Giovanni Trapattoni sulla panchina azzurra contro la Romania (3-0), gara valida per le qualificazioni al campionato del mondo 2002, Maldini disputò la sua 113ª presenza in nazionale, superando il record di Zoff.
Due anni dopo partecipò al campionato del mondo 2002, dove giocò tutte le gare dell'Italia che venne eliminata agli ottavi dai padroni di casa della Corea del Sud, in una partita che suscitò parecchie polemiche relative alle decisioni dell'arbitro Byron Moreno. Durante la gara contro i sudcoreani, protrattasi ai tempi supplementari, un suo errore in marcatura permise all'attaccante Ahn Jung-hwan di realizzare di testa il golden goal che eliminò gli Azzurri dalla manifestazione. Al termine del mondiale, poco prima di compiere 34 anni, Maldini annunciò il ritiro dalla nazionale anche perché risentito per le critiche ricevute, nonostante Trapattoni avesse cercato di dissuaderlo.
In vista del campionato d'Europa 2004 declinò nuovamente la convocazione in nazionale.
Con la maglia della nazionale italiana ha disputato 126 partite, di cui 74 come capitano (record al momento del ritiro, superato poi da Fabio Cannavaro), realizzando 7 gol. Al momento del suo ritiro era il giocatore italiano con più presenze nei campionati del mondo con 23 apparizioni (quarta prestazione di sempre) e 2.216 minuti giocati (seconda miglior prestazione di sempre).
LA CARRIERA DA DIRIGENTE:
Il 5 agosto 2018, nove anni dopo il suo ritiro da giocatore, fa ritorno al Milan, venendo annunciato come direttore dello sviluppo strategico dell'area sport dalla nuova proprietà del fondo d'investimento statunitense Elliott Management Corporation guidato da Paul Singer. Il 14 giugno 2019 viene nominato direttore dell'area tecnica in sostituzione del dimissionario Leonardo, suo ex compagno da giocatore.
Dopo due stagioni concluse rispettivamente al quinto e al sesto posto, nell'annata 2020-2021 il Milan si qualifica alla UEFA Champions League dopo sette anni di assenza. Nella stagione successiva il club rossonero torna a vincere lo scudetto, a undici anni di distanza dalla precedente affermazione: per Maldini si tratta del primo trofeo da dirigente.
La sua posizione viene confermata anche dal fondo d'investimento statunitense RedBird Capital Partners, che nell'estate del 2022 subentra a Elliott. Al termine della stagione, che vede i rossoneri concludere il campionato al quarto posto e raggiungere le semifinali di UEFA Champions League (eliminati nel derby contro l'Inter), emergono tuttavia delle divergenze con la proprietà riguardanti il modello di gestione del club,[136] e il 6 giugno 2023 viene sollevato dall'incarico