L'intervista di Giovanni Malagò a Gazzetta dello Sport
Numerosi temi toccati dal presidente FIGC nel corso del colloquio con il quotidiano sportivo: la scelta di Mancini, la questione Maldini
Lunga intervista a Gazzetta dello Sport di Giovanni Malagò, che ha toccato numerosi temi relativi alla panchina della Nazionale, i rapporti con Mancini e Maldini e altre situazioni.
Il presidente FIGC annuncia la scelta di Diana Bianchedi come nuova capo delegazione:
"Una scelta che risponde a un’esigenza o, meglio, richiesta degli appassionati, della gente, degli italiani: il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte, Diana gode di prestigio e credibilità internazionale, bicampionessa olimpica,un curriculum fatto di studi e specializzazioni,laurea in medicina,master sportivi e manageriali, ruolo apicale in Milano Cortina e vicepresidente vicaria del Coni... . Essere vicepresidente vicaria del Coni e, allo stesso tempo, il volto istituzionale dell’Italia del pallone che viaggia è come rimettere il calcio al centro di un dialogo con lo sport a 360 gradi. Sento energia e positività. Sento che ci sono le premesse per fare qualcosa di importante".
Su Maldini: "Lo incontrerò dopo le vacanze. La decisione, sua e di Leonardo, di fare un passo indietro rientra in quella che io chiamo linearità di comportamento... è andata così".
Sul caso Pirlo: "Era tutto fatto, credetemi. Tutto pronto per l’annuncio, poi la storia della collaborazione di Andrea (Pirlo, ndr) con un sito di scommesse russo. Cosa avrei dovuto fare? Non ci ho dormito, ma, alla fine, sono convinto di aver preso la decisione più opportuna".
Su Guardiola: "Provare a portare Pep sulla panchina azzurra rispondeva a una precisa filosofia calcistica di Paolo e Leo: proprio voi, sulla Gazzetta, siete usciti, in tempi non sospetti, con i rumors sulla possibilità che Guardiola accettasse il ruolo da ct. Siamo nel 2026, se cominciano a girare foto di Maldini e Leonardo a Barcellona, il dado è tratto, nascondere l’evidenza diventa impossibile"
Sulla scelta di Mancini: "Il ct giusto e condiviso con Claudio (Ranieri,ndr). Giusto perché Mancini conosce l’ambiente, conosce gran parte dei ragazzi azzurri, sa dove girarsi per valorizzare il talento giovane. A proposito dei giocatori, in molti, in quelle ore, mi hanno scritto per dirmi che sarebbe stato il ct migliore, non c’è solo il messaggio di Donnarumma di cui vi ho già parlato. La nostra amicizia? Ci conosciamo, da tempo. Abbiamo giocato un paio di partite tra “vecchietti” al circolo, ma non ci siamo mai frequentati. Si tratta di una narrazione che va così, ma che non ha senso tirare fuori per spiegare una scelta, la più logica in questo momento. L’ho chiamato solo dopo che era finita la partita con Pirlo. “Sì,me la sento”, la sua risposta, e se la sentiva anche di rispondere alle domande sulla rottura del rapporto con la federazione per andare in Arabia. Una cosa fatemela dire: ha firmato il contratto in meno di due minuti, quasi senza leggerlo".
Sull'opzione Conte: "Non tutti, a dire la verità. Ma la maggioranza sì, è vero, volevano che scegliessimo Antonio. Mancini è il ct giusto. Ma fatemi ringraziare Conte,per le parole che ha sempre detto, per l’atteggiamento di chi vuole il bene della Nazionale: noi non lo abbiamo mai contattato".
Sulle riforme di sistema: "Si torna alla rivoluzione culturale, che non significa non dare peso a ciò che ci aspetta, a cominciare dalla Nations League di fine settembre, ma, allo stesso tempo, dobbiamo rivolgere lo sguardo alla base, ai giovani che rappresentano il futuro. So che davanti abbiamo l’Europeo 2028, il Mondiale 2030 e l’Europeo 2032, ma so anche che dall’eliminazione con la Bosnia ad oggi non sono sbocciati dei fenomeni a cui pensare".
Sugli stadi per Euro 2032: "Non sono preoccupato, ma sono uno di quelli che non vuole perdere nemmeno un secondo, che vuole stare sempre sul pezzo. Non lo perderemo grazie alla collaborazione di tutti i soggetti in campo".
Sulla vicenda Infantino: "Noi siamo l’Italia e l’Italia è legata in modo indissolubile con l’Uefa".