Italia flop, che scontro tra Renzi e Lotito!

Il leader di Italia Viva: "Sistema marcio se le leggi le fa Lotito", la risposta: "Vuole visibilità"

03 aprile 2026 19:27
Italia flop, che scontro tra Renzi e Lotito! - Il Fatto Quotidiano
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Scontro verbale tra Matteo Renzi e Claudio Lotito, colleghi senatori e al centro del dibattito sulla situazione del sistema calcio italiano.

Il leader di Italia Viva, all'indomani della mancata qualificazione al Mondiale della Nazionale, ha analizzato così la situazione:

"La terza eliminazione consecutiva dell’Italia dai mondiali di calcio non è un pesce d’aprile, purtroppo. È il segno del fallimento del calcio italiano. Non capire che per il nostro Paese il pallone non è solamente un divertimento ma un pezzo di cultura e di identità popolare è l’errore più grave di una classe dirigente che, in federazione come in alcuni club, pensa di andare avanti tra raccomandazioni e amichettismo, vivendo di piccoli inciuci. E di servilismo verso la politica. Si assumono i figli dei ministri ma non ci si occupa dei ragazzi che vorrebbero sognare un calcio diverso. Chi conosce che cosa è accaduto negli ultimi anni, sa bene a cosa mi riferisco. Non voglio dire di più: lo faremo prestissimo in una riunione pubblica di Italia Viva dove ascolteremo il parere degli addetti ai lavori e diremo le nostre idee sul futuro del calcio italiano. Che mai come oggi va rifondato da zero, a cominciare dai diritti TV e dagli stadi. E senza interferenze del Palazzo".

Renzi ha lanciato una staffilata al presidente della Lazio: "Si dice sempre: 'La politica faccia cose per il calcio, oggi la politica ha distrutto il calcio...'. Fino a quando abbiamo Lotito, che fa il presidente, con suoi i tifosi che lo vogliono cacciare via, che siede in Parlamento per fare gli emendamenti, non avremo mai un sistema pulito".

Il senatore di Forza Italia ha risposto per le rime ad Adnkronos: "Le dichiarazioni di Matteo Renzi sono infondate e denigratorie. Non è la prima volta che utilizza il mio nome per ottenere visibilità, secondo un copione ormai logoro che nulla ha a che vedere con il merito delle questioni. Pur di attaccarmi, dimentica che in Parlamento hanno operato, nel corso degli anni, numerosi presidenti di club calcistici, anche ben più noti e titolati del sottoscritto, ricoprendo talvolta incarichi istituzionali di assoluto prestigio, senza che ciò suscitasse scandalo, neppure nei casi in cui non godevano del consenso unanime della propria tifoseria. Dimentica, inoltre, che il compito di un senatore della Repubblica è proprio quello di presentare emendamenti, avanzare proposte e contribuire all'attività legislativa. Un esercizio al quale evidentemente Renzi è meno avvezzo, preferendo girare il mondo dispensando lezioni, peraltro a pagamento, piuttosto che misurarsi con la concretezza del lavoro parlamentare. Io svolgo il mio ruolo nel pieno rispetto del mandato ricevuto dagli elettori, con presenza quotidiana e senso di responsabilità nelle sedi istituzionali, risultando tra i senatori più presenti. Ben diversa è la condotta di chi ha progressivamente trasformato l'impegno politico in uno strumento funzionale quasi esclusivamente a interessi personali e risultando tra i senatori più assenti. Il calcio italiano ha bisogno di serietà, competenza e responsabilità. Da anni mi batto per cambiare un sistema che ho sempre criticato e denunciato, e che oggi mostra in modo definitivo il fallimento di chi lo ha governato e imposto. Viene allora il dubbio che le critiche di Renzi nei miei confronti mirino in realtà a ostacolare ogni prospettiva di sano rinnovamento nel mondo del calcio. Siamo di fronte all'ennesimo tentativo di screditare la mia esperienza ultraventennale nel sistema calcistico, per timore di perdere spazi e posizioni di rendita. Ed è proprio questo a rendere evidente il principio distorto che Renzi vorrebbe affermare: secondo lui, il presidente di una società calcistica che non gode del consenso di una parte della tifoseria non dovrebbe poter sedere in Senato. Un'idea priva di fondamento democratico e istituzionale, oltre che profondamente strumentale. Peccato vedere Matteo Renzi ridotto a rincorrere la peggiore demagogia utilizzando mistificazione e strumentalizzazione per avere visibilità attraverso la mia persona".

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