Gloria a Roberto Rosato, Faccia d'Angelo dell'Azteca
L'ex stopper del Toro e del Milan è scomparso 16 anni fa, ma resta indimenticabile il suo breve apporto alla Nazionale azzurra
Roberto Rosato è mancato oramai da 16 anni, ma resta una delle Leggende del Milan, con la quale ha vinto tutto, e anche della Nazionale azzurra. Ha preso parte a Messico 1970 e conseguentemente a Italia-Germania 4-3, la Partita del Secolo. Nacque il 18 agosto 1943, esattamente 83 anni fa.
Soprannominato Faccia d'angelo per via dei tratti gentili del suo viso, in contrasto con i suoi modi decisi e spesso rudi in campo, Rosato era uno stopper di sicuro rendimento, un combattente strenuo e instancabile che aveva nell’intervento in scivolata la caratteristica tipica del suo repertorio.
Dopo sei stagioni al Torino, nel 1966 fu acquistato dal Milan. L'esordio avvenne il 4 settembre 1966 nella vittoria in trasferta per 3-0 contro il Pisa in Coppa Italia. Nella prima stagione con i rossoneri vinse subito una Coppa Italia e la stagione successiva ritrovò Nereo Rocco, ritornato nel frattempo alla guida tecnica dei rossoneri, con cui aveva vissuto tre stagioni ai tempi del Torino. Quell'anno arrivarono, uno scudetto e una Coppa delle Coppe. Nel 1968-1969 si aggiunse all'albo d'oro personale e rossonero una Coppa dei Campioni e la successiva Coppa Intercontinentale; nella prima, Rosato si distinse per l'ottima marcatura su un giovane Johan Cruijff nella finale vinta dal Milan per 4-1 contro l'Ajax.
Nel 1971-1972 e 1972-1973 vinse con il Milan due ulteriori Coppe Italia ed un'altra Coppa delle Coppe. Proprio nella finale di Coppa Italia contro la Juventus Rosato disputò la sua ultima partita con i rossoneri, con cui disputò complessivamente 269 partite segnando 8 gol. Nel Milan formò un reparto difensivo tra i più forti della storia rossonera insieme a giocatori quali Fabio Cudicini, Karl-Heinz Schnellinger, Angelo Anquilletti e Giovanni Trapattoni.
CON LA NAZIONALE LA FINALE DI EURO 1968 E MESSICO 1970
Esordì in nazionale A il 13 marzo 1965 ad Amburgo in Germania Ovest-Italia (1-1), dopo qualche partita nella selezione B e nell'Under-21. Con questa rappresentativa aveva vinto nel settembre 1963 i Giochi del Mediterraneo di Napoli, e disputato 4 gare di qualificazione (contro Turchia e Polonia) per il torneo olimpico di Tokyo 1964 ai quali l'Italia si qualificò. Proprio nel debutto con la nazionale maggiore Rosato si guadagnò il soprannome di martello di Amburgo per l'ottima prestazione difensiva in marcatura su Gerd Müller.
Divenne titolare fisso dopo la non positiva prestazione italiana al campionato del mondo 1966 in Inghilterra, e fece parte della squadra che vinse il campionato d'Europa 1968 che si tenne in Italia: fu schierato titolare nella ripetizione della finale contro la Jugoslavia, che consegnò agli Azzurri il primo alloro continentale
Due anni dopo prese parte al campionato del mondo 1970 svoltosi in Messico. Partì dalla panchina, ma proprio nella partita d'esordio degli azzurri Comunardo Niccolai si infortunò e fu proprio Faccia d'angelo a subentrargli.[9] Da quel momento non perse più il posto da titolare e risultò uno dei migliori difensori del mondiale, nel corso del quale fu tra i protagonisti della storica semifinale Italia-Germania Ovest 4-3, partita in cui Rosato si esibì in un salvataggio sulla linea a portiere battuto; giocò anche la successiva finale, persa per 4-1 contro il Brasile, venendo infine scelto come miglior stopper del torneo.
Prese parte alle Qualificazioni a Euro 1972 e a Germania Ovest 1974, ma non fu poi convocato per la kermesse iridata, visto che l'ultima presenza azzurra fu il 21 ottobre 1972 (Svizzera-Italia 0-0)
In otto anni vestì complessivamente la maglia della nazionale per 37 volte