GIGI BUFFON, Leggenda con il Cuore Azzurro
Il portierone campione del Mondo nel 2006 festeggia 48 anni: la lunga storia d'amore con la Nazionale
Gianluigi Buffon, detto Gigi (Carrara, 28 gennaio 1978), è un dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo portiere, capo delegazione della nazionale italiana.
Considerato uno dei migliori giocatori della storia del calcio e, da molti, il più grande portiere di tutti i tempi, è diventato campione del mondo nel 2006 e vicecampione d'Europa nel 2012 con la nazionale italiana.
Nel 2006 è stato premiato dalla FIFA come miglior portiere del mondiale e si è classificato secondo – dietro al connazionale Fabio Cannavaro – nella classifica del Pallone d'oro e quarto nel 2017 all’età di 39 anni. È stato candidato 11 volte a questo premio risultando settimo (insieme a Zlatan Ibrahimovic) nella storia per numero di candidature (primo tra i portieri), dietro a Cristiano Ronaldo (18), Lionel Messi (16), Paolo Maldini (13), Karim Benzema (13), Johan Cruijff (12) e Franz Beckenbauer (12)
Gioca in tutte le rappresentative giovanili italiane dall'Under-15 all'Under-23. Gioca l'europeo Under-15 nel 1993 in Turchia, il mondiale Under-17 nel 1993 in Giappone, arriva in finale all'europeo Under-18 del 1995 e vince l'europeo Under-21 del 1996 pur senza scendere in campo nel corso della manifestazione, in cui il portiere titolare della nazionale italiana è Angelo Pagotto; sempre nel 1996 è convocato per i Giochi olimpici, venendo preferito allo stesso Pagotto come riserva di Gianluca Pagliuca. Nell'estate 1997 con l'Italia under 23 vince i Giochi del Mediterraneo di Bari come portiere titolare.
NAZIONALE A:
Convocato per la prima volta in nazionale maggiore dal CT Cesare Maldini, esordisce il 29 ottobre 1997, all'età di 19 anni, entrando al 32' del primo tempo al posto dell'infortunato Pagliuca in occasione della partita contro la Russia disputata a Mosca, valida per l'andata dello spareggio di qualificazione al Mondiale 1998. Durante l'incontro, subisce il suo primo gol in nazionale al 52' a causa di un'autorete di Fabio Cannavaro; la partita si conclude con il risultato di 1-1. Durante la sua seconda apparizione in azzurro, un'amichevole contro il Paraguay del 22 aprile 1998, compie un intervento annoverato fra i più belli nella storia del calcio, neutralizzando un tiro a colpo sicuro di Hugo Brizuela. Viene quindi convocato per il campionato del mondo 1998 in Francia come terzo portiere dietro Angelo Peruzzi e Pagliuca, diventando poi il secondo a causa dell'infortunio di Peruzzi, costretto a rinunciare alla manifestazione e sostituito da Francesco Toldo.
Con l'arrivo sulla panchina della nazionale del CT Dino Zoff, Buffon viene inizialmente promosso a vice di Peruzzi, ma in seguito, approfittando di alcuni acciacchi del titolare, lo sostituisce temporaneamente nel marzo e nell'aprile 1999, quindi in modo definitivo nell'ottobre dello stesso anno, divenendo il nuovo numero uno azzurro. Seppur reduce da una stagione non esaltante, è convocato come titolare per il campionato d'Europa 2000, ma è costretto a saltare la manifestazione per via di un infortunio alla mano subito durante un'amichevole di preparazione contro la Norvegia, lasciando spazio a Toldo. In seguito, sotto la guida del CT Giovanni Trapattoni, batte la concorrenza dello stesso Toldo e partecipa da titolare al campionato del mondo 2002 e al campionato d'Europa 2004, subendo rispettivamente cinque e due gol.
Buffon raggiunge i suoi massimi livelli di prestazione durante il campionato del mondo 2006 in Germania sotto la gestione tecnica del CT Marcello Lippi. Durante il torneo, infatti, subisce solo due reti, ovvero un autogol del compagno Cristian Zaccardo durante l'incontro con gli Stati Uniti nella fase a gironi (terminato con il punteggio di 1-1) e il calcio di rigore realizzato da Zinédine Zidane nella finale del 9 luglio 2006 contro la Francia. Fino a quest'ultima rete aveva mantenuto la porta italiana inviolata per 458 minuti (avvicinandosi al record nella competizione di 518 minuti stabilito da Walter Zenga nel 1990). Nella finale disputata all'Olympiastadion di Berlino, a 28 anni si aggiudica con la nazionale italiana la Coppa del Mondo, battendo i francesi dopo l'1-1 ai calci di rigore. Durante la partita è da ricordare in particolare la decisiva parata effettuata nei supplementari su colpo di testa di Zidane. Con le sue parate è stato uno dei maggiori artefici della vittoria azzurra del mondiale, venendo per questo insignito del Premio Yashin come miglior portiere del torneo. In lizza fino all'ultimo per il Pallone d'oro, si classifica secondo dietro al compagno di squadra Fabio Cannavaro.
2006-2010
Al campionato d'Europa 2008, con il CT Roberto Donadoni, indossa la fascia di capitano nella gara d'esordio contro i Paesi Bassi (sconfitta per 3-0), a causa dell'assenza di Fabio Cannavaro;[217] in seguito evita all'Italia una precoce eliminazione, parando di riflesso un rigore ad Adrian Mutu nella seconda gara del girone contro la Romania (1-1),[218] e mantiene inviolata la porta azzurra nella decisiva vittoria contro la Francia (2-0) che vale l'accesso ai quarti di finale.[219] Qui, nella gara che vede la Spagna estromettere gli azzurri ai tiri di rigore (2-4, 0-0 d.t.s.), neutralizza inutilmente ai fini del risultato il tiro di Daniel Güiza.[220] Chiude la competizione con 4 reti al passivo.
Partecipa quindi alla Confederations Cup 2009, con Marcello Lippi tornato in panchina, dove l'Italia viene eliminata al primo turno e nella quale il portiere subisce 5 reti. Il 14 novembre dello stesso anno, nell'amichevole di Pescara contro i Paesi Bassi, raggiunge quota 100 presenze in nazionale – quarto giocatore italiano dopo Zoff, Paolo Maldini e Fabio Cannavaro a toccare tale traguardo.
Il 1º giugno 2010 viene selezionato per il campionato del mondo 2010 in Sudafrica. Nella prima partita del girone contro il Paraguay (1-1) si è infortunato alla schiena, accusando un problema sciatico che lo ha costretto a lasciare il campo durante l'intervallo;[221][222] al suo posto è entrato Federico Marchetti, che è stato titolare anche per le altre due partite del girone che ha visto l'Italia eliminata. Chiude quindi la competizione con una presenza e una rete subita.
2010-2018
Dopo l'addio di Lippi, arriva come CT Cesare Prandelli, il quale annuncia di nominarlo nuovo capitano della squadra non appena tornerà disponibile recuperando dall'infortunio. Rientra a giocare il 9 febbraio 2011 nell'amichevole pareggiata per 1-1 in casa della Germania. Il 6 settembre 2011, nella gara vinta per 1-0 sulla Slovenia, stabilisce il nuovo record d'imbattibilità nelle qualificazioni europee: 644'.
Buffon e Alessandro Diamanti esultano dopo il rigore segnato da quest'ultimo al campionato d'Europa 2012 contro l'Inghilterra, valido per la qualificazione alla semifinale
Selezionato per il campionato d'Europa 2012, è tra i protagonisti dell'Italia che si classifica al secondo posto, perdendo la finale ancora contro la Spagna (0-4). Al termine della manifestazione, la commissione tecnica dell'UEFA ha inserito Buffon nella lista dei migliori giocatori dell'edizione.[227]
Convocato per la Confederations Cup 2013, gioca tutte le 5 partite in cui è coinvolta la nazionale azzurra, che giunge al terzo posto dopo aver battuto l'Uruguay ai calci di rigore (dove Buffon è decisivo parando i penalty di Diego Forlán, Martín Cáceres e Walter Gargano); nella precedente partita, cioè la semifinale persa sempre dal dischetto e nuovamente contro la Spagna, non aveva invece respinto alcun tiro dei sette calciati dalle furie rosse. L'11 ottobre seguente, in Danimarca-Italia (2-2), supera le 136 presenze di Cannavaro, diventando il primatista azzurro dei calciatori più presenti in nazionale.
Nel 2014 prende parte al mondiale. Nella terza partita contro l'Uruguay, nonostante Buffon risulti tra i migliori in campo, l'Italia perde 0-1 e viene eliminata dalla competizione.
Il 6 settembre 2015, durante la gestione del CT Antonio Conte, Buffon raggiunge le 150 presenze in maglia azzurra, scendendo in campo contro la Bulgaria in una gara di qualificazione al campionato d'Europa 2016. Successivamente viene convocato da Conte per l'europeo del 2016 dove, da titolare e capitano nella competizione continentale, offre ottime prestazioni subendo una sola rete in quattro partite; l'Italia verrà eliminata ai quarti di finale dalla Germania, dopo i tiri di rigore, in cui Buffon comunque parerà il tiro di Thomas Müller.
Il 24 marzo 2017, in occasione della partita di qualificazione al campionato del mondo 2018 contro l'Albania, giocata a Palermo, tocca quota mille presenze tra squadre di club e nazionale maggiore. Il 13 novembre dello stesso anno, dopo aver perso lo spareggio di qualificazione al mondiale contro la Svezia (1-0 e 0-0), Buffon afferma di voler concludere la sua militanza in azzurro, salvo poi accettare la convocazione del CT ad interim Luigi Di Biagio per le amichevoli contro Argentina e Inghilterra del 23 e 27 marzo 2018. Gioca titolare nella partita contro la nazionale albiceleste persa per 2-0 a Manchester, ottenendo la sua 176ª presenza, mentre rimane in panchina nell'incontro successivo, nel quale viene schierato il giovane Gianluigi Donnarumma.
Il 17 maggio 2018, in una conferenza stampa, annuncia il ritiro dalla nazionale