Franco Baresi e l'addio all'Azzurro nel 91: poi Sacchi...

Kaiser Franz decise di abbandonare la maglia azzurra nel 1991, ma Arrigo Sacchi gli fece cambiare idea. E lui dimostrò la sua immensa classe

01 agosto 2026 10:13
Franco Baresi e l'addio all'Azzurro nel 91: poi Sacchi... -
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Franco Baresi e l'Azzurro, grandi prestazioni, vittorie e sconfitte, così come episodi particolari che però non hanno scalfito l'importanza di un calciatore immenso, tecnicamente parlando, e ancor più di un Uomo inarrivabile.

Su Gazzetta dello Sport il racconto di quando Baresi voleva lasciare la Nazionale dopo l'era Vicini, in cui sfiorò la vittoria ad EURO 1988 e al Mondiale di casa del 1990:

"...L'uomo chiave è ancora Arrigo Sacchi, che nel 1991 diventò commissario tecnico e si affidò al suo capitano. Che altro avrebbe dovuto fare? L'Italia mancò la qualificazione all'Europeo 1992 - ancora l'Unione Sovietica... - e Baresi il primo ottobre 1992 annunciò l'addio all'azzurro:
«Ho deciso di limitare gli impegni. Devo lasciar spazio a chi è più giovane. Lo faccio per mio figlio e per mia moglie». Franchino, sicuro? Mah. Sacchi incassò il colpo, il presidente federale Matarrese cominciò una campagna pubblica e privata. Telefonate dopo telefonate. Raccontò la moglie Maura: «Ha chiamato anche il giorno dopo il ritiro, ho risposto io. È stata la telefonata più bella che potessi ricevere.
Mi ha detto che Franco era come un figlio e ai figli non si chiude mai la porta in faccia». Quando si attivò anche Sacchi, Baresi crollò. Fu durante un incontro a quattro: una tisana per Arrigo e Franco, un caffè per le signore. Tre giorni dopo, Baresi annunciò: «Mi scuso con i compagni. Torno».
Sacchi al Mondiale gli restituí il numero 6 e gli mise in mano la difesa, quasi tutta rossonera. C'erano Tassotti, Maldini,
Costacurta. In Italia lo criticavano, dicevano che non era più quello di una volta e Franco si difendeva: «Io in crisi? Tutte le voci sul mio calo sembrano davvero esagerate». La rottura del menisco arrivo alla seconda partita, contro la Norvegia, per un'entrata in scivolata su Fjortoft. Il prof.
Ferretti, medico della Nazionale, fu il primo a vederci lungo: «Potrebbe essere pronto per l'eventuale finale». Franco no, all'inizio era sconsolato, con i compagni addirittura melodrammatico: «Per me è finita, tocca a voi». Lo operarono di pomeriggio, in anestesia locale. Venti minuti di intervento. Riprese subito a camminare, presto a correre e il sabato, a 24 ore dalla finale con il Brasile, decise: gioco".

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