Diana Bianchedi, Leggenda della scherma e ora la Nazionale
La vita sportiva della dirigente annunciata da Giovanni Malagò. Attualmente è vicepresidente del CONI
Diana Bianchedi è il nome a sorpresa annunciato da Giovanni Malagò, presidente FIGC, per la carica di capodelegazione della Nazionale A. Un annuncio che ha fatto storcere il naso al CONI, al punto che ha diramato una nota sulla compatibilità dei ruoli visto che Bianchedi è vicepresidente del Comitato Olimpico Nazionale, e alla stessa Lega A, che non è convinta del fatto che si sia optato per una figura esterna al mondo del calcio.
Diana Bianchedi, prima di intraprendere la carriera da politica sportiva, è stata una delle leggende della scherma italiana.
Nata a Milano il 4 novembre 1969, Bianchedi è una ex schermitrice italiana, specializzata nel fioretto. Comincia la propria carriera nel mondo della scherma a 6 anni, vincendo il primo titolo a 12. In carriera, Bianchedi vanta 10 medaglie ai Mondiali (5 ori, 1 argento, 4 bronzi) e 4 medaglie agli Europei (2 ori, 1 argento, 1 bronzo), ai quali va anche aggiunta la vittoria della Coppa del Mondo assoluta di fioretto nel 1993. Ma è alle Olimpiadi che sono legati i momenti chiave della sua carriera. Nel 1992, a Barcellona, Bianchedi ottenne la vittoria dell'oro in squadra con Giovanna Trillini, Francesca Bortolozzi, Margherita Zalaffi e Dorina Vaccaroni, in quella che fu la prima medaglia d'oro per una squadra femminile Italiana, successo replicato poi a Sydney nel 2000 con Giovanna Trillini e Valentina Vezzali. Più sfortunata, invece, la partecipazione ai Giochi Olimpici di Atlanta nel 1996, dove si piazzò al 9º posto nel fioretto ma fu costretta a ritirarsi per un grave infortunio al tendine d'Achille che la costrinse a un intervento chirurgico e a diversi mesi di stop dalle gare. Ritiratasi nel 2001, nel 2017 venne inserita nella Hall of Fame della Federazione internazionale della scherma. È sposata con il fiorettista Gianmarco Amore, da cui ha avuto due figli: Giulia e Federico.
Laureata in medicina e chirurgia nel 1995, nel 2001 si è specializzata in medicina dello sport, a pieni voti e con lode. Conclusa la carriera da atleta agonista, ha cominciato quella da dirigente sportivo. Il 18 aprile 2001 fu eletta (prima donna ed esponente più giovane di sempre) vicepresidente nell'esecutivo del CONI occupandosi attivamente del contrasto al doping per il Comitato Olimpico, per il Ministero della Salute, nonché ricoprendo incarichi in FIGC e UEFA. Inoltre, per il CONI ha coordinato le candidature di Milano a ospitare la sessione 2019 del Comitato Olimpico Internazionale (vittoriosa), di Roma come città ospitante delle Olimpiadi 2024 (ritirata per decisione governativa) e quella di Milano e Cortina d'Ampezzo per i XXV Giochi olimpici invernali (vittoriosa). Nel 2025 è stata anche eletta vicepresidente del CONI, ruolo che continuerà a ricoprire fino alla scadenza del mandato.
Ora a Bianchedi è stato affidato l'arduo compito di ricoprire il ruolo di capo delegazione della Nazionale italiana, carica rimasta vacante dopo l'addio di Gigi Buffon. Diana è e sarà l'elemento trainante della "rivoluzione culturale" messa in atto da Giovanni Malagò per rilanciare la Figc: "Una scelta che risponde a un’esigenza o, meglio, richiesta degli appassionati, della gente, degli italiani: il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte, Diana gode di prestigio e credibilità internazionale". Il tutto salvo dietrofront forzati o il rifiuto della stessa Bianchedi...