Bruno Conti: "Siamo più forti, lo dobbiamo dimostrare"

Il Campione del Mondo a Spagna 1982 ha parlato alla vigilia della sfida sul campo della Bosnia

30 marzo 2026 13:14
Bruno Conti: "Siamo più forti, lo dobbiamo dimostrare" - AS Roma
AS Roma
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Bruno Conti, campione del Mondo con l'Italia nel 1982, ha parlato a Il Messaggero alla vigilia della sfida sul campo della Bosnia:

"Ho visto un po’ di paura giovedì, spero che il secondo tempo con l’Irlanda l’abbia fatta passare. Siamo più forti, lo dobbiamo dimostrare. L’altra sera a Bergamo erano timorosi, non avevano la scioltezza giusta. Del resto, il peso di certe partite, e della maglia, si fa sentire".

Meglio la Bosnia che il Galles: "Lo penso, ma per una questione di caratteristiche. Contro il Galles sarebbe stato più complicato giocare con la palla a terra, produrre un calcio più tecnico, cosa che a noi riesce meglio rispetto a quando le partite si mettono sul piano fisico. In questo momento andare al corpo a corpo non sarebbe stato il massimo. La Bosnia fa un calcio più simile al nostro, ci sono calciatori tecnici, come i nostri. Ma l’Italia è favorita".

Continua Conti: "L’Italia se vuole andare al Mondiale se la deve sudare, dovrà combattere, ci sta la provocazione, ci sta la perdita di tempo, ci sta anche un terreno che in teoria li favorisce, ma stavolta c’è da andare oltre tutto questo. Bisogna vincere, c’è un popolo che spinge, ed è il nostro. «Ha attaccanti forti, compreso Pio, un giovane vecchio, poi calciatori esperti, che giocano in Premier, gente di spessore, come Donnarumma, Tonali".

Su Gattuso: "Lo vedo bello carico, si è preso una bella responsabilità, ma deve portare la barca in porto e penso ce la farà".

Sul momento generale della Nazionale: "Francia, Brasile, Argentina, sono più avanti in questo momento, non possiamo nasconderlo. Ma adesso che senso ha pensare a questo? Noi dobbiamo credere di essere più forti della Bosnia, e questo lo abbiamo già fatto contro l’Irlanda del Nord. Al resto penseremo più avanti. Oggi conta solo tornare a giocare un Mondiale. C’è sempre l’occasione per riavvicinare la gente alla nazionale, basta vincere una partita importante, un po’ di entusiasmo e torna l’ amore per la maglia azzurra. Credo che alla fine il tifoso della Nazionale, quando c’è bisogno, c’è e si fa sentire. I ragazzi, questo, lo avvertono, si è visto anche a Bergamo".


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